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Velasca: le scarpe sono pronte, ora serve rifare la suola

Velasca: le scarpe sono pronte, ora serve rifare la suola

By Carlo Alberto Bottaioli

8 min read

a group of people sitting around a fire pit

Ho scritto questo episodio con un paio di Velasca ai piedi. Ed è difficile, per chi lavora con i bilanci, indossare un prodotto senza chiedersi come sta l’azienda che lo fa: quanto cresce, quanto guadagna, come si finanzia.

Deformazione professionale, lo ammetto.

Velasca nasce a Milano nel 2013 da un’idea di Jacopo Sebastio ed Enrico Casati: scarpe fatte dagli artigiani di Montegranaro, cucite a mano con la lavorazione Goodyear e vendute direttamente al cliente, senza i ricarichi dei negozi multimarca. Un prodotto pensato per durare anni, risuolatura dopo risuolatura.

quello che i numeri dicono

Tra il 2021 e il 2025 i ricavi passano da 12,5 a 23,2 milioni, e nel 2025 arriva il primo utile dopo anni: l’EBITDA sale al 10,2% dei ricavi, dal 3,2% dell’anno prima. La parte difficile, cioè un prodotto amato e una community fedele, è fatta.

Ma la crescita è scesa dal 48% del 2022 al 4% del 2025, e la struttura finanziaria è fragile: circa 7,4 milioni di debito netto, in buona parte a breve, e un patrimonio tangibile sottile. Le scarpe sono pronte. Ora serve rifare la suola.

dove sta l’upside

Nell’episodio completo analizzo cinque leve con cui Velasca può tornare a crescere e puntare ai 100 milioni di ricavi. Sono le stesse che la renderebbero più interessante per un futuro investitore.

[Leggi l’episodio completo su Substack →]